giovedì 12 marzo 2020

STILE DI VITA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS



 


Siamo in uno dei periodi più difficili della storia dell'Italia, del mondo e dell'umanità intera. Probabilmente nessuno di noi, almeno fino a poche settimane fa, avrebbe immaginato di vivere una condizione così complessa. All'evidente crisi sanitaria si aggiungerà un'inevitabile crisi lavorativa ed economica.

Ci è stato giustamente imposto di rimanere a casa per impedire il diffondersi dell'epidemia e scongiurare una crisi sanitaria che, come ben sapete, molte regioni d'Italia non potrebbero permettersi. Si rischierebbe il collasso delle strutture e molte persone non potranno essere curate.
Bisogna dunque restare a casa cercando di cambiare il nostro animo:

"E' l'animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi"   
 
Lucio Anneo Seneca
 

Non abbiamo dati certi su come evolverà il contagio e quali potranno essere i tempi dell'emergenza, c' è addirittura chi ipotizza che le misure prese dal governo potrebbero protrarsi fino all'arrivo dell'estate, insomma una condizione simile se non peggiore ad una lunga guerra. Ci troveremo, per il bene di tutti, a vivere un lungo periodo con un nuovo stile di vita. Ma la sensazione è che neanche dopo la fine dell'emergenza saremo più gli stessi, cambieranno le nostre priorità, il nostro modo di vivere e di lavorare. Per la maggior parte di noi cambierà il senso della vita e da questo punto di vista sono certo che ne usciremo migliori, più sensibili e più umani.

"La vita appartiene ai viventi e chi vive deve essere preparato ai cambiamenti"
 
Johann Wolfgang von Goethe

In questi giorni, devo ammetterlo, sono stato molto turbato e smarrito, come credo la maggior parte di voi, ho sospeso sui social la mia consueta presenza con video e post, mi sono stretto ancora di più alla mia famiglia ed ai miei cari. Ho cercato di ripartire da loro ed ho aspettato il momento giusto per trovare la forza di scrivere qualcosa che potesse essere d'aiuto ai miei pazienti e alle persone che mi seguono sui social. Ricette magiche non esistono, sono consapevole che bisogna accettare la propria vulnerabilità e la propria impotenza dinanzi a situazioni così gravi. È tutta qui la forza per riprendersi più forti di prima.

Vulnerabile da vulnerare: gr(volye) cicatrice.
Il vulner-abile è colui che è abile a cicatrizzare.
È ferito ma si riprenderà.


In questi giorni non mi sono sforzato di scrivere o registrare un video con dei consigli (fare attività fisica a casa, mangiare di meno, assumere integratori per rafforzare le difese immunitarie), sapevo, in cuor mio, che nessuno o comunque solo pochi avrebbero accolto e fatto propri, "non c'è la testa" molti direbbero. Ci vuole pazienza, ogni cosa avrà il suo tempo.

Il problema non sarà di sicuro permanente ma non sappiamo come e quando passerà:

"Nulla permane tranne il cambiamento"
 
Eraclito

Se dovessimo riscontrare sulla bilancia qualche chilo in più, se ci siamo riscoperti più deboli e abbiamo ceduto ai dolci e agli eccessi alimentari non dobbiamo sentirci in colpa (siamo in un momento difficile, un momento eccezionale della nostra esistenza). Focalizziamoci su quale può essere il messaggio più profondo di tutta questa situazione. Accettiamo la nostra imperfezione. Dobbiamo essere consapevoli che conterà la forza di riprendere il nostro cammino, il nostro percorso nutrizionale, la nostra attività fisica e non l'essere caduti. Prima o poi succede anche nel più brillante percorso dimagrante.
Ora, ma soprattutto dal momento in cui tutto sarà finito, affidiamoci alla nostra parte più profonda, alle nostre risorse più nascoste, risorse irrazionali e difficili da scorgere adesso. Adesso siamo troppo confusi e bombardati dalle incessanti notizie.


"Ogni avversità, ogni fallimento e ogni dolore portano con sé il seme di un vantaggio equivalente o superiore"
 
Napoleon Hill
 
Quando riprenderemo le nostre attività (magari in modi, tempi ed aspettative diverse) ci sentiremo privilegiati e fortunati, avremo imparato ad assaporare la vera essenza della vita fatta di amore, condivisione e gratitudine. Spero che capiremo i livelli di futilità che abbiamo raggiunto nei recenti periodi. Ma per ottenere questo salto evolutivo dobbiamo prima accettare il momento presente così com'è, non cerchiamo di opporgli resistenza facendo finta che la nostra vita non sia cambiata o peggio ancora facendoci sopraffare dalla paura di cambiare. Di estrema attualità sono gli scritti di Eckhart Tolle (Il potere di Adesso e Un nuovo mondo).

Accettate l' eventualità che voi possiate aver messo momentaneamente da parte delle regole alimentari più rigide, avrete tempo e modo di metabolizzare la situazione uscendone più determinati di prima.

Per i consigli sullo stile di vita, come occupare il tempo a casa, vi rimando al prossimo articolo.
Il web mai come questo periodo è stracolmo di consigli sullo stile di vita da adottare. Scriverò comunque nei prossimi giorni un articolo sulla routine ideale da adottare in queste settimane, vorrei prima sperimentarla personalmente. Per ora mi limito a consigliarvi di stare in silenzio senza rincorrere troppo le notizie del web, meditare, leggere, scrivere e, per chi ha la fortuna di essere genitore, entrare in intimità nel puro mondo dei nostri bambini.

"Il cambiamento non è mai doloroso, solo la resistenza al cambiamento lo è"
 
Buddha

Cerchiamo di stare di più con noi stessi, con la nostra coscienza. Prepariamoci ad una nuova era, dove, se non sarà troppo tardi, dovremo diventare una specie vivente ancora più rispettosa del prossimo e della natura intera. Credo sia l'unica scelta che ci rimane se vogliamo evitare che la natura ci scarti, perchè non più utili ma dannosi all'ecosistema, come ha già fatto nella storia del mondo con dinosauri e altre specie. Illuminante è il messaggio di questi giorni dell' insegnate spirituale e filosofa indiana Preetha Krishna. Sembra fantascienza ma non lo è. Se vogliamo sopravvivere siamo chiamati a cambiare e migliorare.

"Quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla"

Lao Tzu


Un abbraccio a tutti.

Dott. Paolo De Rocco
Lifestyle coach e Nutrizionista

sabato 25 gennaio 2020

PERCORSI DI CONSAPEVOLEZZA AD UN SANO STILE DI VITA


I SEI TRATTI DEL BENESSERE




Carol Ryff, psicologa della University of Wisconsin, ha elaborato, attingendo ad Aristotele e a molti altri pensatori, un modello di benessere con sei tratti:

1. Autoaccettazione: avere un atteggiamento positivo verso noi stessi, riconoscendo sia i nostri pregi sia i nostri difetti, e sentendoci contenti di essere ciò che siamo. Ciò richiede un'autoconsapevolezza che non esprime giudizi affrettati.

2. Crescita personale: percepire che possiamo continuare a cambiare e a svilupparci verso il nostro pieno potenziale (con un progressivo miglioramento man mano che il tempo passa) adottando nuovi modi di vedere o di essere sfruttando al meglio i nostri talenti. "Ognuno di voi è perfetto così com'è" diceva ai suoi studenti il maestro zen Suzuki Roshi, aggiungendo "e potete migliorare un pò" mettendo così assieme l'autoaccettazione e la crescita).

3. Autonomia: indipendenza nel pensiero e nelle azioni, libertà dalle pressioni sociali e misurazione di noi stessi attraverso i nostri standard personali. Ciò, tra parentesi, riguarda più le culture individualistiche come quelle dell'Australia e degli Stati Uniti. Nelle culture come quella Giapponese, invece, l'armonia con il proprio gruppo ha un peso molto più grande.

4. Padronanza: sentirci in grado di gestire con competenza le complessità della vita, cogliendo le opportunità che ci vengono incontro e creando situazioni che si adattano alle nostre necessità e ai nostri valori.

5. Relazioni soddisfacenti : rapporti contraddistinti dal calore, dall'empatia e dalla fiducia, con una reciproca preoccupazione dell'uno per l'altro e con un sano equilibrio fra il dare e il ricevere.

6. Scopo nella vita: avere degli obiettivi e delle convinzioni che danno un senso di significato e di direzione alla nostra vita. Alcuni filosofi sostengono che la vera felicità è un sottoprodotto del trovare un significato e uno scopo nella vita.

giovedì 9 gennaio 2020

IL RIENTRO ALLA VITA ORDINARIA DOPO LE FESTIVITÀ

I buoni propositi di inizio anno iniziano a vacillare, è più o meno sempre così, non c’è da meravigliarsi.

E allora ci iniziamo a chiedere se quello che serve in questi casi è un puro atto di coraggio, se bisogna saper fare un salto nel vuoto, un salto spesso doloroso che come tale fa paura e che andrebbe ad interrompere e chiudere una fase della vita durata circa un mese (questo è il tempo effettivo delle festività Natalizie). Il solito dialogo interno ci incita a non fare nessun passo, ci ripete assiduamente che rischieremo di farci soltanto del male, che non abbiamo abbastanza volontà e che in fondo stiamo così bene quando ci concediamo i piaceri del palato.
È questo il disagio/conflitto che accompagna la maggior parte delle persone che stanno rimuginando sul dover rimettersi a dieta, cominciare o ricominciare una regolare attività fisica, lasciarsi alle spalle pranzi, cene, dolci ed ozio generale.

La verità è che non serve pensare troppo, non serve ragionare sugli obiettivi ma serve semplicemente l’azione dettata dalla consapevolezza. La nostra parte più profonda odia gli obiettivi, i ragionamenti, le imposizioni, ama, invece, quando siamo davvero noi stessi, quando ci mettiamo in connessione con il nostro più intimo volere. Bisogna quindi agire d’istinto lasciandoci guidare da ciò che dentro di noi sentiamo giusto fare, bisogna “rompere il ghiaccio” , le catene della nostra mente che ci tengono intrappolati. Occorre farsi forza e cominciare da una qualsiasi azione, la più semplice, la più banale, quella che al momento produrrebbe con il minimo sforzo il massimo risultato possibile. Bisogna uscire, secondo il termine coniato dagli americani, dalla nostra “zona di comfort”. Possiamo riuscirci a patto di saper coltivare una sana pazienza, di non volere tutto e subito, di dare il tempo al nostro organismo di adattarsi gradualmente. Qualsiasi cambiamento, seppur minimo, sarà in grado di darvi risultati tangibili sin da subito. Basterebbe, ad esempio, cominciare con la regolarizzazione degli orari dei pasti, cenare ed andare a letto presto, lavare i denti appena terminata la cena, quest’ultimo è un consiglio forse banale ma davvero efficace per tenervi alla larga dalla ricerca della “coccola” della sera. L’importante è non fare programmi a lungo termine, cerchiamo di vivere ed agire nel presente, l’unico momento che può generare una qualsiasi trasformazione.
Non pretendete inderogabilmente di iscrivervi sin da subito in palestra , basterebbe iniziare a fare una passeggiata mattutina, prima di colazione, sono sufficienti 30 minuti. Il movimento fisico è la terapia migliore per uscire dallo stato di torpore e pigrizia. Iniziando la giornata con una sorta di “risveglio muscolare” si avranno molte più probabilità di cambiare abitudini generali.  
Poi non posso non parlarvi di meditazione, la vera porta del cambiamento. Imparate a ritagliarvi 20 minuti al giorno in cui meditare, dove non vi ponete nessun desiderio di voler essere diversi o migliori di quello che già siete, sperimentate l’assenza della mente, dell’ego e vedrete che come un seme diventa pianta, come un feto si sviluppa “miracolosamente” nel grembo della madre, senza nessuna forma di pensiero, così anche voi potete attingere a delle risorse più grandi che sono dentro di noi. Basta assecondarle, ascoltarle, non opporre resistenza ma immaginare e pensare che tutto ciò che ci succede è un’ insegnamento, un messaggio che ci vuole avvicinare al nostro scopo, al nostro motivo per cui siamo al mondo e realizzare il nostro contributo per l’universo. Soltanto in questo modo potremmo vivere a pieno senza farci logorare e risucchiare l’energia vitale dagli obiettivi, dal voler a tutti i costi essere diversi e migliori. La trasformazione vera è quella che avviene quando si è felici, quando abbiamo la pace nel cuore e non quella che ci porta ad autopunirci, ad infliggerci dolore e che ci fa sperare che un giorno sarà diverso e migliore. Il momento migliore è adesso, basta saperlo vivere intensamente, istante per istante senza il filtro opaco della nostra mente che ci vuole proporre degli illusori obiettivi per essere più felci, performanti, avere successo. E' proprio uscendo da questa trappola che i nostri buoni propositi si realizzano senza che ce ne rendiamo conto.

 

 

martedì 1 ottobre 2019

PERCORSO DI EDUCAZIONE AD UN SANO STILE DI VITA





 
 
Dal 12 al 26 ottobre 2019 terrò tre sessioni di educazione ad un sano stile di vita SELFDIET!
Le diete hanno fallito, sono arcaiche, superate! Hanno sempre promesso risultati mai ottenuti (perlomeno nel lungo termine)!
Se vuoi uscire dall' insidiosa e devastante spirale delle diete questo è il corso che fa per Te, che attenzione, non promette miracoli ma vi garantisce un cambiamento di prospettiva incentivando un completo utilizzo delle vostre potenzialità necessarie per vincere la vostra sfida!
 
 

mercoledì 3 luglio 2019

ARTRITE E STILE DI VITA


L'artrite è un termine ampio che comprende i  danni e l'infiammazione delle strutture dell'articolazione.
L'artrite può avere diverse cause e può essere classificata in base ad esse:

 1-Traumatica: cause meccaniche (lesioni, traumi, carichi)
 2-Infettiva (causata da un agente infettivo, batteri o virus)
 3-Infiammatoria: acuta o cronica (gotta, malattia autoimmune in particolare l'artrite reumatoide).

I fattori che danneggiano l'articolazione sono in ogni caso quasi sempre associati ad un processo infiammatorio.
 1-Nell’ artrite degenerativa e traumatica è un danno meccanico che porta a infiammazione e distruzione.

 2-In altre cause come l'artrite autoimmune e la gotta è l'infiammazione che si verifica prima che segua il danno. L'infiammazione in queste condizioni è causata da depositi di sostanze chimiche come acido urico (gotta) o immunocomplessi (artrite reumatoide, lupus) o causati da un attacco cellulare diretto sull'articolazione (linfociti, agenti microbici o entrambi).

I Segni ed i sintomi dell’ artrite includono: gonfiore, arrossamento e difficoltà a muovere le articolazioni a causa del dolore o a delle limitazioni (l'osteoartrosi fa sì che le ossa si sfregano l'una con l'altra). Sia l'1 che il 2 possono essere molto dolorosi. Tuttavia, l'artrite indotta da trauma non provoca febbre, né causa sintomi sistematici come rash cutaneo o altri danni agli organi. Mentre la gotta o le artriti autoimmuni si associano a tali sintomi.

La posizione della lesione può essere utile per diagnosticare la causa:

 -Un ginocchio gonfio in una persona obesa o in un atleta può essere un segno di danno meccanico o lesioni causate dal peso.
 -Un dito gonfio può essere un segno di gotta o artrite reumatoide. Forme avanzate di gotta ed artrite reumatoide portano all'osteoartrosi.

Esistono condizioni meno comuni di artrite (genetica, ecc.)

FATTORI NUTRIZIONALI, METABOLICI E ORMONALI COLLEGATI ALL'ARTRITE:
 Fattori che aumentano il rischio di artrite:
• Età: più invecchiamo, meno flessibili sono le nostre articolazioni e più muscoli e tessuto osseo possiamo perdere.
• Peso: essere obesi grava sulle articolazioni. In aggiunta a ciò, l'infiammazione associata all'obesità e laresistenza all’insulina e al cortisolo aumentano l’ infiammazione delle articolazioni.
• Sesso: le donne hanno meno probabilità di soffrire di artrite fino a prima della menopausa. Successivamente il rischio aumenta in maniera esponenziale.

Gli uomini con obesità viscerale sono a maggior rischio di artrosi e gotta.
• Stress: lo stress cronico e l'innalzamento del cortisolo possono portare a resistenza al cortisolo.
• La resistenza al cortisolo è un grave fattore di rischio di malattie infiammatorie, allergiche e autoimmuni. In entrambi i casi di asma o artrite, le cellule immunitarie non rispondono bene ai segnali anti-infiammatori dell'ormone cortisolo naturale (surrenale) quando la persona subisce uno stress prolungato. La persona ha troppo cortisolo nell'area infiammata, ma l'ormone non funziona. I medici usano forme sintetiche di cortisone per sopprimere l'infiammazione (o iniettare direttamente l'ormone naturale nel liquido sinoviale)
DIETA:
• Dieta: eccesso di consumo di grassi lavorati, omega-6 e grassi animali, acidi grassi trans, alimenti zuccherati e mancanza di cibi integrali ricchi di sostanze fitochimiche, grassi omega-3, fibre, amminoacidi essenziali, vitamine e minerali sono stati collegati a più alto rischio di artrite.
• La mancanza di attività fisica e lo stile di vita sedentario aumentano i rischi di obesità, infiammazione, stress, resistenza all'insulina e resistenza al cortisolo, perdita ossea e muscolare. Tutti sono considerati fattori di rischio per lo sviluppo dell'artrite.

CONSIGLI DI STILE DI VITA:

Rimuovere / ridurre drasticamente i carboidrati raffinati, tutte le bevande e gli alimenti zuccherati e, gli oli vegetali ad alto contenuto di omega-6, i cibi fritti e i grassi trans derivati ​​dalla dieta.
Inoltre, limitare le carni animali e i grassi saturi da fonti animali.
Limitare gli acidi grassi omega-6. Sì, gli omega 6 sono essenziali, ma la dieta occidentale è molto alta in omega 6. L'assunzione eccessiva di grassi omega -6 può aumentare le prostaglandine infiammatorie.
Sostituire gli oli economici ricchi di omega-6 con olio d'oliva. Utilizzare anche le piante che sono ricche di grassi monoinsaturi come avocado, olive, noci e semi.
Amega-3 acidi grassi trovati in pesci grassi, noci e semi, verdure scure e tuorli d'uovo naturali
Mangiare pesce grasso come salmone e sardine 3 volte a settimana o assumere integratore omega -3
Evitare di fumare e limitare l'alcol.

 

SCRITTO DA DR. PAOLO DE ROCCO-nutrizionista

SELFDIET- La tua dieta per sempre- Casarano (Lecce)

Cell. 3472753199

RIFERIMENTI :

 

mercoledì 19 giugno 2019

Associazione tra dieta e umore: una revisione sistematica della letteratura corrente

 
È stata recentemente pubblicata una revisione sistematica per valutare l'associazione tra i diversi tipi di diete e lo stato d'animo. Studi su questa associazione pubblicati su PubMed, la biblioteca di Cochrane, Science direct, Scopus, Google scholar e ISI web of science database sono stati ricercati fiino alle pubblicazioni del dicembre 2017. Anche se non ci sono risultati coerenti tra gli studi, sembra che la dieta DASH, a base vegetale, basata sul carico glicemico, le diete chetogeniche e le diete Paleo potrebbero migliorare l'umore più degli altri approcci dietologici. Sono tutte diete a moderato/ basso apporto di carboidrati. Sembrerebbe che almeno nel breve medio termine le diete migliori siano queste.  Sono necessari ulteriori studi per valutare tale relazione in un periodo più lungo per stabilire un legame stabile tra dieta e umore.
Fonte:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/30537665/?i=19&from=/30075165/related
 
 
Dott. Paolo De Rocco
Nutrizionista Biologo
SELFDIET - LA TUA DIETA PER SEMPRE- CASARANO ( LECCE)