lunedì 29 aprile 2019

GESTIONE DELLO STRESS, FAME NERVOSA ED AUMENTO DI PESO: UN AIUTO DALLA TECNOLOGIA

La funzionalità cardiaca è un indice generale del nostro stato di benessere. Un corpo sano con un sistema cardiovascolare in salute, mostra, in condizione di riposo, una sorprendente irregolarità fra battiti cardiaci e una notevole Variabilità della Frequenza Cardiaca. Viceversa un organismo soggetto a stress cronico avrà un ritmo cardiaco molto regolare e con scarse variazioni.
Un cuore in buona salute si comporta come un tennista che sta per ricevere un servizio, sposterà il peso a destra e sinistra per rimanere flessibile, reattivo e pronto ad agire nell'istante in cui percepirà di dover rispondere a uno stimolo.
È possibile modificare consapevolmente la Variabilità della nostra Frequenza Cardiaca, riducendo lo stress, la fame emotiva, migliorando la qualità del sonno ed incrementando la lucidità mentale oltre che la forza e la resistenza fisica, seguendo questo training a questo link:

È anche possibile misurare la nostra Variazione della Frequenza Cardiaca con degli strumenti come quello che vi riportiamo a questo link:


SELFDIET- Studio di Dietologia e Nutrizione Umana- dottori De Rocco e Petruzzi
Via Montesanto, 3B Casarano (Lecce)

venerdì 26 aprile 2019

NON SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO, SIAMO QUELLO CHE ASSORBIAMO





L'adagio "siamo quello che mangiamo" è incompleto. 
Non siamo ciò che mangiamo, ma ciò che digeriamo e assorbiamo
Mangiare in un' atmosfera calma, senza fretta e con uno stato d'animo sereno deve essere il primo obiettivo da porsi. Quando consumiamo del cibo in condizione di stress psicofisico impegniamo il sistema nervoso simpatico ed in questa condizione la digestione ,che è invece attivata dal sistema nervoso parasimpatico, non ha alcuna possibilità di funzionare a dovere.

Ma realisticamente non sempre è possibile godersi un pasto lento e sereno magari circondati da alberi di bambù ed il suono dei ruscelli. 
Ci possono venire in aiuto in questi casi delle opportune integrazioni alimentari. Per i momenti in cui la funzione digestiva potrebbe essere compromessa da circostanze stressanti o da condizioni gastrointestinali che ostacolano l'assorbimento dei nutrienti, può essere utile integrare con HCl, bile di bue e / o enzimi digestivi.

Alcuni nutrienti e vari composti influenzano l'assorbimento di alcuni minerali chiave per la nostra salute.
 
Ad esempio, l'alcol generalmente aumenta l'assorbimento del ferro, ma inibisce l’assorbimento del ferro non eme (quello dei vegetali)
Polifenoli e tannini in alimenti e bevande come cacao, caffè, tè nero, noci, more e i mirtilli possono ridurre l'assorbimento del ferro non eme (vegetale).

Il calcio può anche interferire con l'assorbimento del ferro ed è l'unica sostanza conosciuta che inibisce l'assorbimento sia del ferro eme che di quello non- eme. Chi assume supplementi di ferro dovrebbe ingerirli a distanza di almeno due ore dagli alimenti ricchi di calcio o integratori di calcio. Al contrario, la vitamina C è nota per la sua capacità di migliorare l'assorbimento del ferro non eme. Il miglioramento dell' assorbimento del ferro di pasti vegetariani è direttamente proporzionale alla quantità di acido ascorbico presente (Vitamina C).
La diminuzione dell' assorbimento del ferro non-eme è solo un esempio dei molti modi in cui vari composti alimentari possono interferire con l' assorbimento dei nutrienti. 
 
La presenza di acido fitico o acido ossalico (fitato e ossalato) interferisce con la biodisponibilità di calcio, manganese, magnesio, ferro e zinco. Chi consuma molti cereali integrali e legumi potrebbe non assorbire tutti i nutrienti in essi contenuti. 
Le quantità dei nutrienti indicate sulle etichette degli alimenti e quelle fornite dalle app di monitoraggio degli alimenti non  tengono conto della biodisponibilità limitata in presenza di antinutrienti come l'acido fitico.

L'effetto negativo di alcuni antinutrienti sull'assorbimento dei nutrienti può essere ridotto mediante metodi di preparazione tradizionali come l'ammollo, la germinazione o la fermentazione. Il pane a lievitazione naturale ottenuto da una pasta sottoposta ad un lungo periodo di fermentazione può consentire una migliore biodisponibilità di magnesio e altri minerali. 

Oltre ai cereali integrali ed ai legumi che contengono acido fitico, ci sono altri alimenti generalmente considerati salutari e nutrienti, ma che potrebbero non fornire a pieno nutrienti a causa della presenza di ossalato. Questi alimenti sono gli spinaci, le zucchine, i cavoli, il  sedano, il cacao, i fichi, i lamponi, le more, i fagioli, il tè nero e le noci. Gli alimenti contengono sia ossalato solubile che insolubile, con il solubile che viene meglio assorbito rispetto a quello insolubile. 
L'ebollizione può ridurre il contenuto di ossalato solubile fino al 30-87%.
La soluzione sarebbe non consumare l'acqua di cottura. L'assorbimento di ossalato solubile è ridotto con la simultanea ingestione di alimenti ricchi di calcio. Gli spinaci con crema di formaggio non sono solo deliziosi ma un modo per ridurre l'assorbimento di ossalati.

Ultimo, ma non meno importante, non possiamo ignorare l ruolo di alcuni farmaci nell'alterare l'assorbimento dei nutrienti. 
Ad esempio, l'uso prolungato di inibitori di pompa protonica o altri farmaci per lo stomaco si associano ad aumentato rischio di carenze di ferro, magnesio e B12. 
La metformina, farmaco molto utilizzato nei pazienti con diabete di tipo 2,
 
riduce i livelli di vitamina B12. I farmaci possono, dunque, aumentare o diminuire l'assorbimento dei nutrienti da parte dell'intestino.
 
Inoltre, alcuni farmaci possono accelerare il metabolismo di particolari sostanze nutritive, determinandone un aumentato fabbisogno alimentare.
Alcuni farmaci possono anche aumentare l'escrezione (eliminazione) di alcuni nutrienti, aumentando potenzialmente anche il fabbisogno alimentare. 
Tutti coloro che assumono farmaci devono essere informati su queste problematiche in modo che possano prendere precauzioni ed assumere determinati alimenti lontano dal farmaco o stabilire un' integrazione alimentare efficace.

Il primo passo è sempre quello di acquistare e cucinare cibi sani, non trasformati e nutrienti. Il passo successivo è porre attenzione sulla composizione dei pasti scegliendo combinazioni di alimenti che massimizzino l'assorbimento dei nutrienti essenziali.

Dottor. Paolo De Rocco Biologo Nutrizionista
SELFDIET- STUDIO DI NUTRIZIONE- Via Montesanto, 3B Casarano ( Lecce)
Cell. 3472753199
 

NON SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO, SIAMO QUELLO CHE ASSORBIAMO





L'adagio "siamo quello che mangiamo" è incompleto. 
Non siamo ciò che mangiamo, ma ciò che digeriamo e assorbiamo
Mangiare in un' atmosfera calma, senza fretta e con uno stato d'animo sereno deve essere il primo obiettivo da porsi. Quando consumiamo del cibo in condizione di stress psicofisico impegniamo il sistema nervoso simpatico ed in questa condizione la digestione ,che è invece attivata dal sistema nervoso parasimpatico, non ha alcuna possibilità di funzionare a dovere.

Ma realisticamente non sempre è possibile godersi un pasto lento e sereno magari circondati da alberi di bambù ed il suono dei ruscelli. 
Ci possono venire in aiuto in questi casi delle opportune integrazioni alimentari. Per i momenti in cui la funzione digestiva potrebbe essere compromessa da circostanze stressanti o da condizioni gastrointestinali che ostacolano l'assorbimento dei nutrienti, può essere utile integrare con HCl, bile di bue e / o enzimi digestivi.

Alcuni nutrienti e vari composti influenzano l'assorbimento di alcuni minerali chiave per la nostra salute.
 
Ad esempio, l'alcol generalmente aumenta l'assorbimento del ferro, ma inibisce l’assorbimento del ferro non eme (quello dei vegetali)
Polifenoli e tannini in alimenti e bevande come cacao, caffè, tè nero, noci, more e i mirtilli possono ridurre l'assorbimento del ferro non eme (vegetale).

Il calcio può anche interferire con l'assorbimento del ferro ed è l'unica sostanza conosciuta che inibisce l'assorbimento sia del ferro eme che di quello non- eme. Chi assume supplementi di ferro dovrebbe ingerirli a distanza di almeno due ore dagli alimenti ricchi di calcio o integratori di calcio. Al contrario, la vitamina C è nota per la sua capacità di migliorare l'assorbimento del ferro non eme. Il miglioramento dell' assorbimento del ferro di pasti vegetariani è direttamente proporzionale alla quantità di acido ascorbico presente (Vitamina C).
La diminuzione dell' assorbimento del ferro non-eme è solo un esempio dei molti modi in cui vari composti alimentari possono interferire con l' assorbimento dei nutrienti. 
 
La presenza di acido fitico o acido ossalico (fitato e ossalato) interferisce con la biodisponibilità di calcio, manganese, magnesio, ferro e zinco. Chi consuma molti cereali integrali e legumi potrebbe non assorbire tutti i nutrienti in essi contenuti. 
Le quantità dei nutrienti indicate sulle etichette degli alimenti e quelle fornite dalle app di monitoraggio degli alimenti non  tengono conto della biodisponibilità limitata in presenza di antinutrienti come l'acido fitico.

L'effetto negativo di alcuni antinutrienti sull'assorbimento dei nutrienti può essere ridotto mediante metodi di preparazione tradizionali come l'ammollo, la germinazione o la fermentazione. Il pane a lievitazione naturale ottenuto da una pasta sottoposta ad un lungo periodo di fermentazione può consentire una migliore biodisponibilità di magnesio e altri minerali. 

Oltre ai cereali integrali ed ai legumi che contengono acido fitico, ci sono altri alimenti generalmente considerati salutari e nutrienti, ma che potrebbero non fornire a pieno nutrienti a causa della presenza di ossalato. Questi alimenti sono gli spinaci, le zucchine, i cavoli, il  sedano, il cacao, i fichi, i lamponi, le more, i fagioli, il tè nero e le noci. Gli alimenti contengono sia ossalato solubile che insolubile, con il solubile che viene meglio assorbito rispetto a quello insolubile. 
L'ebollizione può ridurre il contenuto di ossalato solubile fino al 30-87%.
La soluzione sarebbe non consumare l'acqua di cottura. L'assorbimento di ossalato solubile è ridotto con la simultanea ingestione di alimenti ricchi di calcio. Gli spinaci con crema di formaggio non sono solo deliziosi ma un modo per ridurre l'assorbimento di ossalati.

Ultimo, ma non meno importante, non possiamo ignorare l ruolo di alcuni farmaci nell'alterare l'assorbimento dei nutrienti. 
Ad esempio, l'uso prolungato di inibitori di pompa protonica o altri farmaci per lo stomaco si associano ad aumentato rischio di carenze di ferro, magnesio e B12. 
La metformina, farmaco molto utilizzato nei pazienti con diabete di tipo 2,
 
riduce i livelli di vitamina B12. I farmaci possono, dunque, aumentare o diminuire l'assorbimento dei nutrienti da parte dell'intestino.
 
Inoltre, alcuni farmaci possono accelerare il metabolismo di particolari sostanze nutritive, determinandone un aumentato fabbisogno alimentare.
Alcuni farmaci possono anche aumentare l'escrezione (eliminazione) di alcuni nutrienti, aumentando potenzialmente anche il fabbisogno alimentare. 
Tutti coloro che assumono farmaci devono essere informati su queste problematiche in modo che possano prendere precauzioni ed assumere determinati alimenti lontano dal farmaco o stabilire un' integrazione alimentare efficace.

Il primo passo è sempre quello di acquistare e cucinare cibi sani, non trasformati e nutrienti. Il passo successivo è porre attenzione sulla composizione dei pasti scegliendo combinazioni di alimenti che massimizzino l'assorbimento dei nutrienti essenziali.

Dottor. Paolo De Rocco Biologo Nutrizionista
SELFDIET- STUDIO DI NUTRIZIONE- Via Montesanto, 3B Casarano ( Lecce)
Cell. 3472753199
 

venerdì 29 marzo 2019

Su La Gazzetta del Mezzogiorno, edizione di Lecce, si parla del mio libro Le Diete non funzionano, edito da Primiceri Editore!
Le modalità compulsive di assunzione di cibo si nutrono di non Presenza, di disattenzione, di comportamenti automatici. Coltivare l' Attenzione e la Presenza è dunque il migliore degli antidoti.
Essere presenti a tavola implica:
➡️ non arrivare mai ad essere TROPPO AFFAMATI: consuma piuttosto pasti sani ed eventuali spuntini.
➡️TROPPO ARRABBIATI: non reprime la rabbia ma non lasciarti guidare da essa.
➡️ TROPPO SOLI: puoi cercare compagnie "nutrienti".
➡️ TROPPO STANCHI: non abbuffarti di incombenze anche se ti curi di rispettare gli impegni assunti.

sabato 3 gennaio 2015

DIPENDENZA DAL FUMO

Che cos'è una "dipendenza"? Come si sviluppa? Perchè non si riesce più a "farne a meno"?
Si può essere aiutati? Per chiunque sia interessato Il 10 gennaio si terrà un incontro gratuito sul tabagismo: la dipendenza dal fumo.


giovedì 5 giugno 2014

DIETA E STEATOSI EPATICA NON ALCOLICA

Ho raccolto qui di seguito le ultime news dalla scienza della nutrizione.
I prodotti alimentari consigliati per i pazienti con NAFLD dovrebbero essere a basso contenuto di acidi grassi saturi. Si consiglia di eliminare le bibite ad alto contenuto di fruttosio. La carne deve essere a basso contenuto di grassi. Le carni consigliate sono la carne bianca, mentre la rossa andrebbe consumata di tanto in tanto. Il cibo deve essere bollito, al vapore o al forno e senza grassi aggiunti. La frittura dovrebbe essere evitata. Il cibo fritto è difficile da digerire e il contenuto calorico è notevolmente superiore a quello dei cibi al vapore o bolliti. Dovrebbe essere escluso il fast food. Le noci sono raccomandate per i pazienti con NAFLD. Esse sono ricche di acidi grassi α-linolenico. Il consumo di 30 g di noci al giorno provoca una diminuzione dei livelli di colesterolo totale e LDL. La dieta deve essere ricca di frutta e verdura, che sono buone fonti di vitamine antiossidanti (β-carotene, vitamine C ed E). Buone fonti di vitamina C sono il ribes nero (182,6 mg/100 g di prodotto), foglie di prezzemolo (177 mg/100 g), peperoni rossi (144 mg/100 g) e rafano (114 mg/100 g). I prodotti alimentari ricchi di β-carotene sono: carote (9938 μg/100 g), albicocca secca (7842 μg/100 g), foglie di prezzemolo (5410 μg/100 g) e le foglie di cipolla (3400 μg/100 g). Buone fonti di vitamina E sono gli oli vegetali, olio di semi di girasole in particolare (46,71 mg/100 g), margarine fortificate (27,72 mg/100 g) e germe di grano (15.10 mg/100 g). Un frutto consigliato nella dieta dei pazienti con NAFLD è l’ aronia, va bene anche in succhi e conserve. L’ aronia è caratterizzata da un più elevato potenziale antiossidante rispetto ad altri frutti. L’ aronia contiene polifenoli e soprattutto elevate quantità di proantocianidine ed antociani. Il succo di aronia inibisce l'ossidazione delle LDL e riduce al minimo gli effetti negativi di assunzione di fruttosio. L’estratto Aronia contrasta l’ ipertrigliceridemia indotta da fruttosio e diminuisce il peso corporeo.
Fonti bibliografiche:
- Jarosz M, Respondek W. Dietary recommendations and lifestyle [Polish] In: Jarosz M, editor. Nonalcoholic fatty liver disease. Warsaw: PZWL; 2010. pp. 45–56.
- Nimatha MW, Day CP. Non-alcoholic fatty liver disease: the mist gradually clears. J Hepatol. 2008;48:104–12.
- Ciborowska H. Low-calorie diet [Polish] In: Ciborowska H, Rudnicka A, editors. Dietetics. Nutritional therapy for healthy and ill patients. Warsaw: PZWL; 2007. pp. 280–9.
- Loria P, Adinolfi LE, Bellentani S, et al. Practice guidelines for the diagnosis and management of nonalcoholic fatty liver disease. Dig Liv Dis. 2010;42:272–82.
- Zivkovic AM, German JB, Sanyal AJ. Comparative review of diets for the metabolic syndrome: implications for nonalcoholic fatty liver disease. Am J Clin Nutr. 2007;86:285–300.
- Ciborowska H, Rudnicka A. Nutrition of human with elements of biochemistry [Polish] In: Ciborowska H, Rudnicka A, editors. Dietetics. Nutritional therapy for healthy and ill patients. Warsaw: PZWL; 2007. pp. 280–9.
- Fołta M, Bartoń H, Paśko P, et al. Oxidative stress and metabo-lic disturbances in a high-fructose rat model [Polish] Bromat Chem Toksykol. 2009;3:842–7.
- Raszeja-Wyszomirska J, Safranow K, Szynkowska A. Secretory phospholipase A2 activity is linked to hipercholesterolemia and gender in non-alcoholic fatty liver disease individuals. Prz Gastroenterol. 2013;8:172–5.